sabato 1 luglio 2017

9. Last Clips


Avendo l'ultima tappa impegnativa di 480 km con i 220 di sterrato di 2 giorni fa, partiamo di buon'ora e prima di mezzogiorno siamo già sulla strada asfaltata che ci porta fino ad Otavi. Passiamo la notte in uno splendido lodge che per raggiungerlo dal cancello d'ingresso dobbiano percorrere più di 4 km in mezzo alla boscaglia.
Arriviamo verso le 4 giusto in tempo per osservare gli animali che si abbeverano nella pozza d'acqua ad una cinquantina di metri di distanza.
La cena all'esterno con una temperatura di 8° è molto suggestiva e resa possibile da un falò attorno al quale sono disposti a cerchio i tavoli degli ospiti.
Nel frattempo arrivano a bere 4 giraffe, i soliti kudu, gli springbock, qualche facocero ed altri animali più piccoli che non riusciamo bene a distinguere.
Dopo cena, per prolungare la permanenza all'esterno, ci viene messa della brace sotto la sedia che ci regala una piacevole sensazione di tepore ancora per una decina di minuti.
Mentre alcuni ospiti rimangono a bere e chiacchierare intorno al fuoco noi, decisamente stanchi, rientriamo nei nostri chalet per un riposo ristoratore.

La mattina seguente ci alziamo con comodo dovendo percorrere solo 380 km tutti su asfalto con l'unica incombenza quella di restituire le moto che avviene puntualmente senza problemi di sorta.
A cena, nonostante le due bottiglie di ottimo shiraz sudafricano, siamo tutti taciturni e pensierosi. Tra un bicchiere e l'altro riviviamo i momenti più emozionanti di questo avventuroso viaggio che sul principio ci aveva lasciati un po perplessi, ma che poi, col passare dei giorni, ci ha letteralmente conquistati, al punto da meritarsi  uno dei primi posti nella classifica dei miei migliori viaggi.